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Sabato 6 febbraio alle ore 18 la federazione cuneese di Gioventù Italiana ha partecipato al corteo promosso dal comitato 10 febbraio a ricordo dei martiri delle foibe che si è svolto a Savigliano. Il corteo ordinato e disciplinato dopo aver deposto una corona d'alloro sotto le note dell'Inno Nazionale in via martiri delle foibe ha sfilato per le vie del centro città, dove si è sciolto dopo gli interventi dei promotori. Dichiara Fabio Mottinelli Segretario provinciale: Lo striscione dei militanti di Gioventù Italiana recava la scritta "UNA SOLA COLPA: ESSERE ITALIANI" a testimonianza della barbarie dei partigiani slavi e dei loro complici italiani comunisti che hanno perpetrato un vero e proprio genocidio a danno del nostro popolo. Gioventù Italiana è sempre in prima linea sia a fianco dei vivi, sia nel ricordo dei morti. |
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 Una nutrita delegazione di Gioventù Italiana (movimento giovanile de La Destra) ha partecipato al corteo-fiaccolata organizzato dall'Associazione Casa Pound in onore dei martiri delle foibe.I nostri militanti si sono posizionati a metà corteo esponendo uno striscione che recitava "unica colpa: essere italiani!" in ricordo di tutti i nostri connazionali uccisi dalla follia e dalla violenza partigiana.La nostra comunità militante ha sempre onorato il "giorno del ricordo" delle vittime delle foibe con proprie iniziative. Quest'anno, invece, abbiamo decisodi aderire a questa grossa manifestazione piuttosto che organizzare autonomamente una nostra commemorazione, in segno di unità e con spirito di collaborazione" ha dichiarato il segretario provinciale di G.I. Valerio Ramini.La manifestazione, silenziosa e partecipata da oltre 150 persone, si è conclusa presso la lapide di Corso Cincinato dove, dopo la deposizione di una corona di fiori, hanno preso la parola gli organizzatori di Casa Pound, Sergio Vatta dell'Associazione degli esuli istriano-dalmanti ed il nostro Segretario Regionale de La Destra Giuseppe Lonero. Federazione torinese di Gioventù Italiana |
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Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra vuole con questo comunicato ricordare la strage delle Foibe nella giornata della Memoria del 10 Febbraio.Probabilmente molti, al sentire pronunciare la parola “foiba” ricordano le famose voragini rocciose tanto diffuse nel territorio istriano.Pochi sono quelli che invece ricordano che, oltre ad solco nel terreno, la parola “foiba” ricorda anche una delle pagine più dolorose della nostra storia, una pagina destinata a lasciare nel cuore di ogni italiano un solco assai più profondo. In seguito all’armistizio dell’8 settembre, le foibe divennero simbolo della pulizia etnica dei patigiani Titini a danno degli Italiani.Il loro scopo era quello di assassinare il maggior numero possibile di persone, ree di morte per essersi macchiate del terribile crimine di essere italiani.Fino al 1946, le bande di partigiani titini, assai spesso sostenute ed aiutate dalle formazioni partigiane italiane, desiderose di instaurare una dittatura comunista filo sovietica anche in Italia, continuarono a punire in questa maniera le loro vittime, dapprima limitandosi al territorio istriano, per poi passare, fiere del loro operato, all’intera regione di Trieste e della Venezia Giulia.Di frequente le vittime, prima d’essere ammazzate, venivano strappate alle loro famiglie, accecate, mutilate, evirati gli uomini, stuprate le donne, torturate, oltraggiate, tormentate e seviziate! Dopo questi supplizi i più fortunati venivano fucilati ed “infoibati”, gli altri legati col filo spinato insieme ad un cadavere e spinti ancora vivi nei crepacci a soffrire una lenta morte di fame e di stenti. Questa tragedia tocca nell'animo tutti gli italiani, indipendentemente dal colore politico,poichè nelle Foibe venivano gettate persone di qualsiasi colore politico (ricordiamo il massacro di Porzus dove i GAP Comunisti sterminarono la Brigata Osoppo, liberali cattolici).Per troppo tempo la storia scritta dai vincitori ha taciuto su questi massacricompiuti dalle dittature Comuniste. Oggi è giusto che tutti sappiano la verità...la verità non può essere infoibata! Mattia Salina Resp. Provinciale Gioventù Italiana Varese |
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In data 10 febbraio 2010 partendo da Piazza della Vittoria a Bolzano alle ore 16.00 e arrivando al monumento per i martiri delle Foibe presso le passeggiate S.Quirino alle ore 17.00.In ricordo delle vittime delle violenze degli occupanti slavi sui territori italiani dell'Istria,Fiume e Dalmazia e alle persecuzioni sfociate nel massacro di cittadini italiani e dell'esodo in madrepatria dei sopravvissuti noi teniamo un corteo con deposizione di un mazzo di fiori con le nostre bandiere in loro ricordo. Massimo Petrone Federale La Destra Trentino Alto Adige Michele Varesco coordinatore Gioventu' Italiana Trentino Simon Erschbaumer coordinatore Gioventu' Italiana Alto Adige Giovanni La Runa La Destra Trento |
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In occasione della Giornata della Memoria del 10 febbraio, Gioventù Italiana Milano promuove una fiaccolata in onore dei Martiri delle Foibe. La partenza sarà da Piazzale Istria alle ore 20,00. Il corteo terminerà posando una corona di fiori in Largo Martiri delle Foibe. Gli organizzatori: Antonio Giulianelli - Carlo Lasi - Ernesto Rossi
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Molto probabilmente molti, al sentire pronunciare per la prima volta la parole “foibe” si saranno chiesti che cosa essa volesse dire e a quale realtà facesse riferimento. Forse nella mente dei migliori conoscitori della conformazione geologica del territorio italiano sarà tornato il ricordo di quelle voragini rocciose tanto diffuse nel territorio istriano, che appunto con questo nome vengono definite. Pochi solamente saranno stati coloro che invece avranno ricordato che, oltre ad solco nel terreno, la parola “foibe” ricorda anche una delle pagine più dolorose della nostra storia, una pagina destinata a lasciare nel cuore di ogni italiano un solco assai più profondo. Le foibe sono, è vero, dei “solchi” nel terreno, appunto, delle voragini di roccia a forma di imbuto rovesciato profonde fino a 200 metri, risultato dell’erosione dovuta allo scorrere dei fiumi e dei torrenti, tanto numerosi nella regioni del nord-est della nostra penisola. E le foibe, nulla più di questo rimasero sino al 1943, data in cui, in seguito all’armistizio dell’8 settembre, esse iniziarono ad essere usate per assassinare, gettandoveli dentro, il maggior numero possibile di persone, ree di morte per essersi macchiate del terribile crimine di essere fascisti! Fino al 1946, le bande di partigiani titini, assai spesso sostenute ed aiutate dalla formazioni partigiane italiane, continuarono a punire in questa maniera le loro vittime, dapprima limitandosi al territorio istriano, per poi passare, fiere del loro operato, all’intera regione di Trieste e della Venezia Giulia. Convinti che una semplice eliminazione fisica non fosse sufficiente per chi si era macchiato della disdicevole infamia di essere fascista (o anche solo italiano!), queste bande si prodigavano in modo da umiliare quanto più possibile le loro vittime, prima di ucciderle gettandole nelle foibe. È così, per questo spietato desiderio di oltraggiare coloro che il loro giudizio non considerava degni nemmeno d’esser uomini, che presero il via alcune delle più abominevoli pratiche di tortura che il nostro Paese abbia conosciuto. Di frequente le vittime, prima d’essere ammazzate, venivano fatte oggetto di una spasmodica caccia all’uomo e, una volta trovate, strappate alle loro famiglie, accecate, mutilate, evirati gli uomini, stuprate le donne, torturate, oltraggiate, tormentate e seviziate! Dopo questi supplizi i più erano fucilati e “infoibati”, ma non mancavano casi in cui essi erano legati col filo spinato insieme ad un cadavere, di uno sconosciuto o di un loro familiare che fosse, e gettati ancora vivi nei crepacci, a perire, nel migliore dei casi, per l’impatto della caduta, oppure a soffrire una lenta morte di fame e di stenti. Aprendo il libro di scuola su cui avete studiato non troverete nulla su questo argomento. Esso è stato per decenni oscurato alla memoria degli italiani, perché vergognoso e sconvolgente aspetto di quella tanto idealizzata resistenza trionfalmente osannata dalla “cultura” italiana del dopoguerra. Per tanti anni il mondo è stato volutamente tenuto all’oscuro di questi eventi, così come si è fatto di tutto per insabbiare la memoria delle migliaia di persone che furono deportate nei campi di concentramento di numerose località della Jugoslavia. In sessant’anni pochi temerari hanno osato riportare alla luce le testimonianze raccolte su questi fatti. A decenni dai loro barbari assassini, un numero enorme, che mai sarà conosciuto, di vittime militari e civili, uomini, donne e bambini italiani, aspetta ancora la giustizia che gli è stata negata. NON BASTA ISTITUIRE UNA GIORNATA DELLA MEMORIA, BISOGNA IMPARARE DALLA STORIA! MAI PIÙ VIOLENZA! MAI PIÙ ANTIFASCISMO Antonio Giulianelli |
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 Nella notte alcuni militanti di Gioventù Italiana Roma, il movimento giovanile de "La Destra" di Francesco Storace, hanno cambiato le intestazioni delle principali vie della zona est della Capitale con Via Giorgio Almirante. Il gesto è stato fatto per rendere il giusto omaggio al grande segretario del Movimento Sociale Italiano, tra i pochi politici della I° Repubblica ad avere la capacità di "immaginare il futuro" con le storiche battaglie per la Nuova Repubblica, l'elezione diretta degli amministratori locali, il Presidenzialismo. Un uomo che, ancora oggi, rappresenta l'esempio da seguire per chi vuole impegnarsi a destra nello scacchiere politico italiano. Se lo dovrebbe ricordare anche il sindaco, Gianni Alemanno, che all’inizio del suo mandato era sembrato propenso a dedicare una via al Suo maestro ma che oggi sembra altresì aver accantonato la proposta. Gioventù Italiana Roma chiede al Sindaco Alemanno la nomina immediata di via Giorgio Almirante nella capitale.
Le vie modificate : via tiburtina, via serenissima, via sorrento, via tor de schiavi, via grotta di gregna, via di tor sapienza, piazza cesare de cupis, via rodolfo lanciani, via nomentana, via salaria, via di val melania, viale jonio, via lorenzo il magnifico, via di pietralata, piazzale delle provincie, via ventuno aprile. |
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“Povero, povero sindaco Delbono! Qualcuno lo liberi dalla prigione legislativa che per ben tre volte gli ha impedito di sposare persone dello stesso sesso. Quale tremenda sofferenza! Ha dinanzi a sé l’unico modo per giungere ad un record durante la sua amministrazione: sposare il maggior numero di omosessuali (sempre se riesce a strapparli dalle grinfie di Cevenini …). Purtroppo però la strada è sbarrata. Colpa di un “paradosso legislativo”, secondo Flavio, il quale afferma che siccome usiamo tutti la stessa moneta, ossia l’aspetto notoriamente più importante per l’essere umano, allora dovremmo attrarre per osmosi le legislazioni di altri Paesi europei in materia di matrimonio gay. Che ragionamento profondo e raffinato! Perché, dunque, non diventare avanguardia deliberando le unioni tra gli animali o le piante? O tra l’ape ed il fiore dalla stessa impollinato. Anzi, in un certo senso, essi avrebbero maggiori diritti rispetto a due uomini o due donne: in fin dei conti creano qualcosa dal nulla; vogliamo forse discriminarli? Saltando dall’ironia alla provocazione, proponiamo a Delbono di chiedere che l’istituto del matrimonio sia abolito. D’altronde equiparare tutto e tutti, stabilendo diritti e doveri a prescindere dalla realtà, significa eludere le ragioni per cui esso esiste ed è nato: disciplinare e tutelare una situazione specifica e peculiare. Delbono si faccia quindi curare dalla matrimoniomania da cui è “affetto” per farsi portavoce dell’unica istanza coerente con le sue idee: abolire il matrimonio!” Antonio Del Prete Segretario regionale Gioventù Italiana |
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Gioventù Italiana esprime indignazione per l’inaudita violenza scoppiata a Rosarno, dove bande di immigrati stanno mettendo a “ferro e fuoco”la cittadina della provincia di Reggio Calabria.“Siamo solidali con i cittadini di Rosarno, colpiti nella tranquillità quotidiana da questi eventi gravissimi, e speriamo vengano accelerate il più possibile le pratiche di rimpatrio per tutti gli extra-comunitari coinvolti, affinchè tutta la cittadinanza ritorni a godere della propria tranquillità”.Il tutto è nato dal ferimento di un immigrato ad opera di ignoti, tramite un fucile ad aria compressa, ma è chiaro che il disagio diffuso tra i clandestini non vedeva l’ora di sfociare in maniera selvaggia e non serviva altro che un pretesto.Il risultato è che la gente ora si sente prigioniera in casa propria e la situazione è completamente fuori controllo; anni di politica buonista di destra e sinistra hanno consentito l’ingresso indiscriminato di gente che non poteva trovare alloggio né lavoro e ha accresciuto il proprio scontento all’ombra della schiavitù e della povertà più assoluta. Il tutto con grande soddisfazione delle organizzazioni malavitose che sulla disperazione hanno prosperato facendosi forti delle supposte verità di chi sosteneva che “bisogna accogliere tutti”, “che gli extracomunitari fanno lavori che gli italiani non fanno” e che “l’agricoltura in crisi può sopravvivere solo pagando i braccianti con salari da fame”.Gioventù Italiana si augura che il Governo prenda bene in esame questi avvenimenti e ricorra quanto prima possibile a legiferare in materia, in quanto le legislazione attuale non è servita a garantire la serenità dei cittadini italiani. Gabriella Sessa Responsabile Gioventù Italiana - Civitavecchia |
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Non sarà un fatto isolato, o almeno questa è la paura che affligge il nostro paese. I gravissimi fatti di Rosarno, con il corollario di violenze e mancanze di rispetto da parte degli extracomunitari nei confronti delle leggi italiane con tanto di auto e cassonetti incendiati, nonché persone aggredite senza motivo, sono il sintomo di un malessere dilagante nel nostro paese. Troppo permissivismo da parte della sinistra e a volte anche di alcuni esponenti del centro destra (vero Fini?) nei confronti degli extracomunitari, regolari ed irregolari.Gioventù Italiana Liguria vuole mettere in guardia le istituzioni locali da un pericolo analogo a quello di Rosarno, che potrebbe infiammare la nostra regione. Troppe le realtà degradate, pronte ad innescare la miccia. Dal ghetto di Albenga, dove i magrebini spadroneggiano incontrastati da anni, al centro di Chiavari, tempestato da zingari, albanesi e rumeni. Per non parlare della polveriera Genova. In alcuni quartieri è ormai diventata una rarità vedere un italiano passeggiare per strada. Cornigliano, il popolare quartiere un tempo fucina industriale cittadino, è abitato da sudamericani suddivisi in due bande ben distinte, che tengono in scacco la cittadinanza. Magrebini, rumeni ed albanesi si spartiscono il territorio, mentre cinesi e pakistani continuano a soppiantare i negozi italiani con le loro attività commerciali sovvenzionate da denari di dubbia provenienza,Sampierdarena, Rivarolo, Certosa e una bomba pronta ad esplodere come il centro storico sono altre realtà infiammabili. Gli scontri tra italiani e magrebini dei primi anni Novanta potrebbero ripetersi se non si pone un argine all’attività illegale di questi cittadini che non si vogliono adattare ai nostri costumi, alle nostre usanze, rispettando la nostra religione cattolica senza per questo vietare il presepe e l’esposizione del crocefisso. Insomma, Gioventù Italiana Liguria propone alle istituzioni locali i seguenti punti: -) sgomberare senza se e senza ma il mercatino abusivo di piazza Cavour a Genova, espellendo immediatamente i clandestini; -) maggior controllo per le strade di Albenga; -) postazioni fisse da parte delle forze dell’ordine di fronte alle stazioni ferroviarie di Genova Principe, Genova Brignole e Genova Sampierdarena con ripetuti controlli sulla provenienza dei cittadini stranieri. Responsabile GI Genova Andrea Bazzurro |
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 Antonio Bassolino ha deciso di lasciare il segno, prima di fare definitivamente le valigie in vista delle prossime amministrative di marzo. Su proposta dello stesso Presidente e di alcuni altri assessori, è stato deliberato un pacchetto di misure di contrasto alle condizioni di degrado socio-economico dei tanti immigrati presenti ad Eboli (SA) e Castelvolturno (NA). In particolare è stato stanziato un importo di ben 18,5 milioni di euro Parte di questi soldi verrà utilizzata per rafforzare i trasporti pubblici, quando poi è da anni che le popolazioni locali soffrono dei loro disservizi. Da pelle d'oca è la faccenda che riguarda i bonus per gli imprenditori che assumono lavoratori immigrati. Secondo quanto deciso, i datori di lavoro potranno ricevere incentivi pari a 12.000 euro per ogni contratto a tempo indeterminato e 5.000 euro per ogni contratto a tempo determinato avviato. Da segnalare anche il programma integrato di inserimento lavorativo per soli immigrati: altri 400 euro mensili a partecipante. E’ inoltre prevista la creazione di nuovi asili nido e di centri di aggregazione e inclusione socio-culturale, sempre per immigrati. A questo punto è inutile nascondersi: la Sinistra ha veramente toccato il fondo. I soldi stanziati sono tanti, troppi. Ancora una volta potenzialmente sottratti agli italiani. Noi ci chiediamo: perché Bassolino non ha utilizzato parte di questi 18,5 milioni di euro per aiutare tanta povera gente "campana" che a stento arriva a metà mese - e non alla fine - o per istituire il mutuo sociale? Senza considerare la pazzia del bonus per ogni lavoratore immigrato assunto. Oltre a togliere posti di lavoro ai cittadini italiani, accresce a dismisura l'appetito di caporali spietati pronti a insaccarlo e continuare a sottopagare l'immigrato di turno. E' così che la sinistra combatte il fenomeno dell'immigrazione e possibili "nuove Rosarno" in tutto il Sud? -- Vincenzo Ciaglia Dirigente Nazionale Gioventù Italiana |
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SCUOLA POLITICA GIOVENTU' ITALIANA HOTEL SUNSET VIA LIDO 7 GAVIRATE -VARESE- 16-17 GENNAIO 2010
Sabato 16 INIZIO ORE 14 Saluti dirigenti locali: Castano e Perticone Lorenzi, Bertuzzi, Salina - "Gioventù Italiana :Tra politica ed azione" Ore 16 Perticone : Approfondimento su Ezra Pound Ore 17 Apertura lavori Esecutivo Politico GI e dirigenti nord Italia Ore 20 Cena Domenica 17 INIZIO ORE 10 Sideri - identità e stile di vita Merlino - C’eravamo anche noi: la destra e il ’68 Arrighi - Gli strumenti della globalizzazione Cappuccio - comunicazione giornalistica -------------------------------------------------------------------------------- I PREZZI DELLE CAMERE SONO DI 30 EURO A PERSONA IN CAMERA DOPPIA PER PRENOTAZIONI E INFO
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Simone 3292170428 Mattia 3464306494 |
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 Gli scontri di Rosarno gettano di fatto l'intero Sud nel caos e devono far sì che un problema locale diventi una situazione di emergenza nazionale. Dico questo perché quello dell'immigrazione clandestina, dello sfruttamento lavorativo di migliaia e migliaia di povera gente da parte di caporali sempre più spietati e di splendide cittadine trasformate in ghetti ai limiti della vivibilità è un problema che non interessa soltanto la Calabria. Ad Eboli, il centro più importante della Piana del Sele, in provincia di Salerno, non molto tempo fa è stata praticamente abbattuta – in piena zona litorale – una baraccopoli da oltre 1000 immigrati. E di questo le TV nazionali non se ne sono interessate. La popolazione che vive ancora oggi in quei posti ha vissuto per anni con la “paura dell'immigrato”. Sia di giorno che di notte, passeggiarvi era quasi diventato proibitivo. Si entrava nelle “loro” zone e questo non andava bene. Immaginate anche la perdita che ha subito la città sul versante “turismo”. Ma a parte i problemi igiene (quella di San Nicola Varco ad Eboli era una zona ad alto rischio epidemie) e sicurezza, mi chiedo: dove sono state le Istituzioni in questi anni? Ad Eboli si è agito solo perché su quei campi fra qualche mese nascerà uno dei centri commerciali più grandi della Campania e non per porre fine ad un preoccupante fenomeno di sicurezza. Bisognava aspettare delle rivolte nelle “nostre città” per accendere i riflettori su un Sud sempre più bistrattato da Stato e Mafia? Come forza di Destra Sociale è lecito proporre degli aiuti all'ingresso e bloccare ogni tentativo di immigrazione clandestina. Tuttavia, è anche un problema sociale, nostro, di noi Italiani, popolazione del “sud”. Chi lavorerebbe 12 ore al giorno nei campi a spezzarsi la schiena per guadagnare 25 euro, di cui 3 da lasciare ai caporali? Nessuno, o pochi. Ecco, è il caso di inculcare ai più giovani la cultura del lavoro e di tirarli fuori da discoteche e bar. Basta con le lamentele, basta con l'attesa del posto fisso garantito dal politico di turno. Bisogna darsi da fare e soprattutto sudare, senza arrendersi mai. Anche in questo modo possiamo risollevarci. Altrimenti, prepariamoci ad altre Rosarno in tutto il Sud. -- Vincenzo Ciaglia Dirigente Nazionale Gioventù Italiana |
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Passano inesorabili gli anni, ma noi popolo della destra, noi ragazzi della destra, non possiamo fare altro che oggi anniversario della strage di Acca Larentia rendere omaggio a Francesco, Stefano e Franco vittime della barbarie rossa trentuno anni fa, la cui loro colpa fu solamente quella di appartenere al movimento giovanile del glorioso Movimento sociale italiano.Oggi è il giorno del ricordo, quello del non scordo, perché solo così possiamo rendere omaggio e dare a questi tre gloriosi camerati giustizia, proprio quella che a distanza di tutti questi anni non hanno ricevuto dallo stato italiano.Una pagina buia della nostra nazione, che resterà impressa nella storia della nostra democrazia e che deve far riflettere sul clima di odio politico, che in quegli anni la faceva da padrone a discapito non soltanto del confronto politico anche più aspro ma soprattutto di giovani vite strappate ai cari ed alla nazione.Bene fece l’allora sindaco di Roma Veltroni con onestà intellettuale ad intitolare in memoria di Francesco, Stefano e Franco una via della capitale per rendere il doveroso tributo a loro; gesto importante non solamente fine a se stesso ma che abbatteva un tabù della sinistra italiana su questo inquietante episodio, atto che però è rimasto isolato a causa dell’ignoranza di certi signorotti della politica locale e nazionale che si vantano aver fatto parte della frangia violenta della sinistra degli anni di piombo.Gioventù italiana Viterbo oggi nel ricordare i Camerati barbaramente assassinati si augura che da fatti come questi la politica attuale tragga i dovuti insegnamenti per non far ritornare il nostro paese nell’oblio degli anni di piombo. Maurizio Matteucci Responsabile provinciale Gioventù Italiana "La Destra" |
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